Alberto, che vive con il vecchio zi' Nicola - uno strano artificiere che da 50 anni, per protesta contro la sorda umanità, si esprime unicamente attraverso botti - in seguito ad un sogno, accusa i Cimmaruta dell'uccisione del camorrista Amitrano. Quando, resosi conto del suo errore, vuole ritirare la denuncia, non viene creduto da nessuno e neppure dagli imputati che si sospettano a vicenda. Ma Alberto, avendo rinchiuso in cantina l'Amitrano catturato occasionalmente, intende chiarire a se stesso ed a tutti l'origine onirica delle sue accuse. Ma non ci riuscirà, perché zi' Nicola giunto al colmo dell'esasperazione, incendia i suoi fuochi d'artificio, provocando un rogo nel quale insieme alla casa scompare lui stesso, con il prigioniero. Ad Alberto non rimane che allontanarsi da Napoli in compagnia di Tania, una ragazza incontrata in casa Cimmaruta e come lui nauseata dalla situazione.