Nella Rimini degli anni ’30, durante il regime fascista, il giovane Titta vive un anno della sua adolescenza tra feste di paese, scuola, rituali collettivi e figure pittoresche del borgo. Episodi comici, nostalgici e surreali si intrecciano in un affresco di ricordi che rievoca, con poesia e ironia, la vita quotidiana dell’Italia provinciale dell’epoca.