Giornalista mezzo fallito cura una rubrica per un settimanale femminile con lo pseudonimo ''Contessa Esmeralda''. Un giorno riceve una lettera in cui gli si annuncia un assassinio. Altri ne seguono. Indagini. Non è un film realistico, è un apologo sulla violenza. Il mostro, dice L. Zampa, non è questo o quel personaggio: è la violenza nella società, nei mezzi di comunicazione di massa, nella famiglia.